Visita pastorale Vescovo Claudio

Domenica 12 gennaio: il vescovo Claudio viene a “casa nostra”!

 Siamo convinti che la visita pastorale si inserisce in un cammino della parrocchia, il momento in cui arriva può essere più o meno fruttuoso, ma comunque in maniera traversale va a toccare quanti in questi anni hanno aiutato la comunità a giungere in questo tempo, un grazie a loro!

Un grazie anche al vescovo Claudio che è venuto a casa nostra e la prima immagine che utilizziamo per raccontare questo incontro è la chiesa piena!

 Visita pastorale Vescovo Claudio

È stato bello ritrovarci con diverse motivazioni: chi perché direttamente coinvolto attraverso l’iniziazione cristiana, chi è chiamato per alcuni anni a tramutare il loro senso di appartenenza in servizio tramite il CPP e il CPGE, chi fa parte degli scout che aiutano nel ravvivare la parrocchia, chi per altri motivi o semplicemente per esserci.

È stato bello scorgere volti che avevamo perso di vista, è stata un’opportunità per sentirsi in tanti che in questa occasione si sono uniti nella gioia di camminare assieme.

È stato bello assaporare una Chiesa missionaria che poggia la sua consapevolezza sull’Eucarestia perché è lì che siamo convocati, “nella tua comunità” ha detto il vescovo.

Ma facciamo un passo indietro, nel pomeriggio alle 16.00 ha incontrato nella sala parrocchiale i membri del CPP e CPGE per un confronto.

Probabilmente tra alcuni di noi “addetti ai lavori” vi è rimasto un po’ di amarezza perché ci si attendevano delle direttive personalizzate circa il nostro operato, delle indicazioni future su come procedere in questo tempo. In verità esse ci sono state sotto l’invito di testimoniare ciò in cui crediamo senza paura di “perdere”.

La visita pastorale è un piccolo seme che vuol germogliare per farci comprendere a quale cambiamento siamo chiamati. Questa convinzione ce l’ha data il Vangelo e Gesù che passando per le strade ha cambiato l’epoca in cui era, l’ha cambiata come ha cambiato la vita di Zaccheo facendosi invitare a “casa sua”.

Infine il richiamo alla lettera ai Romani, Cap. 12, 10

“Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.”

Queste parole sono meravigliose perché indicano il fondamento di qualunque comunità.

Stimare gli altri è difficile perché significa rispettare i tempi di ciascuno accettandoli come sono senza provare a renderli come noi pensiamo dovrebbero essere.

Ci siamo poi spostati in chiesa per la celebrazione dell’Eucarestia domenicale preceduta da una foto di gruppo dei ministranti con il vescovo Claudio in cappellina.

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Nel giorno in cui la liturgia ci invitava a riflettere sul battesimo di Gesù e quindi a ri-pensare il nostro battesimo in maniera adulta, riconoscendo l’azione dello Spirito che va testimoniato in maniera credibile nella nostra comunità, abbiamo accolto il vescovo Claudio, che veniva tra noi come fratello, padre e pastore.

Durante la Santa Messa è stato molto coinvolgente e sentito il momento dell’offertorio animato dai ragazzi che il 19 Aprile riceveranno i sacramenti.

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Due genitori portavano all’altare il pane e il vino, mentre un’altra famiglia ha fatto dono al vescovo, a nome di tutta la comunità, un cesto che conteneva cose per noi preziose, frutto di mani laboriose che tanto danno per il bene comune.

Infine i ragazzi, emozionati e felici, nel vedere per la prima volta il vescovo e soprattutto nel poter consegnare di persona le loro lettere. Nello scriverle ci hanno messo tutti i loro sentimenti, i lo4ro sogni, le loro ambizioni anche le loro insicurezze ma soprattutto cosa si aspettano nel ricevere i sacramenti.

Al termine della S. Messa il vescovo Claudio ha voluto fermarsi per vedere il presepe dal titolo “Il Tuo volto Signore io cerco” assieme ad alcuni componenti del gruppo che l’hanno preparato.

5Questo è formato da 13 papà che ormai sono da 10 anni che da ottobre e dicembre si ritrovano per creare il presepe.

Lo preparano ogni anno in modo diverso cercando di abbinare tradizione e attualità. Per questo gruppo avere ricevuto apprezzamenti e complimenti non solo da tutta la comunità, ma anche dal nostro vescovo Claudio, e stato da stimolo per continuare con entusiasmo a ritrovarsi per nuove creazioni.

 Ha concluso questa visita pastorale un rinfresco preparato e offerto dal circolo Noi nella sala parrocchiale, è stata l’occasione per scambiare quattro chiacchere in amicizia.

Infine l’ordinarietà in due sorprese e due atteggiamenti!

6Le sorprese ce le ha fatte il vescovo Claudio con due visite non in programma: la prima recandosi al bar del patronato gestito dai volontari del circolo Noi per un saluto ai presenti e con lo stesso intento è intervenuto alla messa delle 8 di mattino con un “voi che ci tenete venire a Messa presto…”

I due atteggiamenti ce li ha donati il nostro parroco don Armando: ospitando nella nostra parrocchia il vescovo che ritornava per riposare al termine degli incontri con le altre sette comunità sorelle di Cittadella e accettando di condividere con la pastorale familiare in diocesi alcuni momenti a conclusione della S. Messa per un riconoscimento al termine del biennio di formazione di giovani famiglie.

Una comunità che sa anche accogliere, avremmo voluto avere solo per noi il vescovo nelle poche ore concesse ma ci è stato chiesto di condividere…

A noi tutti è stata consegnata la Chiesa, questa nostra bella Chiesa!

A noi il compito del cambiamento!

Con una domanda sempre viva: per Chi lo facciamo?

Fidiamoci di Gesù e quando non ce la facciamo affidiamoci alla Sua Parola e torniamo all’Eucarestia, ritorniamo lì se vogliamo essere una comunità cristiana.

Camminiamo insieme…con TE

Camminiamo insieme con TeTi sarà capitato di dover fare un tratto di strada, che solitamente fai da solo, in compagnia; probabilmente ti sarà sembrato più corto, se poi lo hai fatto con qualcuno a cui vuoi particolarmente bene … il tempo e la distanza saranno stati ben diversi dalla solita routine.

È un po’ questo il senso della scritta che troviamo nella nostra chiesa per il periodo dell’avvento e, anche se realizzata principalmente per il cammino dei ragazzi dell’iniziazione cristiana, può essere provocante per noi adulti in quanto ci spinge a confrontarci sul nostro essere comunità cristiana.

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Il bene che c’è tra noi

Entrando nella nostra Chiesa di Pozzetto, troviamo subito un leggio che espone un quaderno sul quale siamo invitati a scrivere. E’ stato sistemato lì all’inizio dell’Avvento, con l’indicazione di scriverci considerazioni, episodi, preghiere e qualsiasi altra situazione che evidenzi il Bene presente in mezzo a noi. Da allora e fino ad oggi questo libro ha accolto molti messaggi da parte di tante persone, piccoli e grandi, tanto che il Consiglio Pastorale Parrocchiale, nell’ultima riunione, ha deciso di lasciarlo esposto per tutto il periodo della Quaresima e anche nel tempo successivo. Anzi invita a lasciare con gli scritti, anche qualche immagine, foto o altro che testimoni comunque il Bene che esiste intorno a noi.
E nonostante le apparenze, di Bene ce n’è tanto, anche vicino a noi, basta scorgerlo e lasciarlo emergere. Ci sono modalità diverse di Bene, situazioni e circostanze nuove con le quali rapportarsi, bisogni nuovi con cui misurarsi, possibilità di allargare lo sguardo su orizzonti inesplorati o semplicemente finora non considerati.
Anche il condividere il Parroco con una Parrocchia vicina è una situazione nuova. E’ un evento che ci interpella tutti, un’occasione buona per ripensare il nostro essere Chiesa in una realtà in movimento che, se a volte sconcerta, è comunque una formidabile occasione di revisione di comportamenti e di assunzione di responsabilità per tutti i fedeli laici. Siamo chiamati a fare ciascuno la propria parte perché la Comunità possa continuare a vivere la fede nella maniera più serena e gioiosa, condividendo anche con i fratelli e le sorelle della parrocchia di Ca’ Onorai iniziative educative e di formazione per ragazzi, giovani e adulti. Possiamo certamente scrivere ancora molte pagine di bene nel nostro quaderno, collaborando perché l’organizzazione pastorale sia più semplice per tutti, magari rinunciando a qualche pretesa in casa propria per consentire un servizio costruttivo rispondente alle nuove situazioni che avanzano. Noi laici siamo chiamati ad essere sempre più attivi e responsabili, ognuno con i propri talenti e le proprie capacità, orientati verso una direzione comune.